10th gen2013

Penne in Tandem

by Francesca

Oggi inauguriamo la nostra prima rubrica.

A scriverla siamo in due. Ma speriamo che a leggerla si sia un pochini di più. Un    Giovedì per uno a partire dal prossimo. Però la potete leggere anche il venerdì o il sabato o uno qualsiasi degli altri giorni. Non siamo pignoli.

Ad ogni modo oggi l’abbiamo (o meglio, la stiamo) scrivendo tutti e due insieme. Se    avrete il tempo, la voglia e la pazienza di leggerci troverete in queste righe pensieri e parole di due ragazzi (più o meno) o di due uomini (più o meno) che vanno in bici tutti i giorni (non solo il giovedì della rubrica). Siamo ciclisti a tempo pieno e in questi tempi di precarietà ci piace pensare anche a tempo indeterminato. Ci piace definirci ciclisti rampanti in onore di Cosimo Piovasco di Rondò, il Barone rampante protagonista del romanzo omonimo di Italo Calvino, che ad un certo punto decide di passare il resto della sua vita sugli alberi. Lui sempre sugli alberi e noi sempre in bici (in fondo non c’è poi tanta differenza). Pedaliamo i giorni feriali ed i festivi ci riposiamo. Lo facciamo anche quando piove e fa freddo, perché a differenza di quanto si possa pensare, l’inverno è bello anche senza parabrezza. I raggi della nostra bici non sono come i raggi del sole, non temono eclissi di ruota, ci sono anche quando c’è nebbia o è nuvoloso, spesso anche di sera, spesso anche prima dell’alba.

Non lo facciamo per un particolare animo ambientalista e/o salutista. Con la bici andiamo a lavoro, o a qualche appuntamento. Non siamo contro gli autobus o le macchine, e nemmeno contro i treni o i motorini, l’unica cosa contro cui pedaliamo a volte è il vento, ma per il resto pedaliamo sempre a favore, e lo facciamo perché, semplicemente, ci piace.
In questa rubrica cercheremo di comunicarvi questa nostro piacere. Lo faremo scrivendo dei pensieri che si muovono a ritmo del pedale. Perché come disse la Volpe, anche se non era mai andata in bici, al piccolo principe: “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si pedala bene che col cuore. La strada è invisibile agli occhi“. O qualcosa del genere.

Michele e Giovanni

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